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Transgender e Disforia di Genere. Un pò di chiarezza!

Disturbi e servizi

1 Novembre 2019


L’identità sessuale di un individuo è costituita da diverse componenti fondamentali, per semplificazione si può definire l’identità sessuale come la relazione tra il sesso biologico, l’identità di genere e l’orientamento sessuale.
Con identità di genere si intende la percezione di se stessi come appartenente al genere maschile, femminile o ambivalente.

Nel caso in cui un individuo non si riconosca nel proprio sesso biologico (quando l’identità di genere e il sesso biologico sono diversi) si parla di disforia di genere o disturbo dell’identità di genere.

Spesso la società erroneamente confonde e fa coincidere l’orientamento sessuale con l’identità di genere, ma gli uomini o le donne transessuali possono avere qualsiasi orientamento sessuale, possono essere eterosessuali, omosessuali o bisessuali.

La nuova definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito la disforia di genere come un disturbo della vita sessuale non più, quindi, nell’elenco dei disordini mentali.

Sentirsi uomo o donna a prescindere dal proprio sesso biologico non è più considerata come una malattia mentale, ma un disturbo della salute sessuale legato al malessere percepito da una persona, che non si riconosce nel sesso assegnatole alla nascita.

La vecchia classificazione della disforia di genere tra le malattie mentali può causare un enorme stigma per le persone transgender, che hanno importanti bisogni di salute, e che possono essere ora soddisfatti grazie alla classificazione del nuovo documento.

Lale Say, esperta di salute riproduttiva dell’Oms

Disforia di genere dal punto di vista psicologico

Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) la disforia di genere è catalogata come una categoria a sé stante, ove il disturbo stesso è la sofferenza provata dagli individui il cui sesso assegnato alla nascita non coincide col genere percepito.

psicologa disforia di genere transessuali

La persona con disforia di genere vive una completa disarmonia tra gli aspetti biologici e l’identità di genere, con la costante consapevolezza di appartenere al genere opposto e di essere imprigionato in un corpo che non lo rappresenta.

Alla sofferenza di ritrovarsi in un corpo che non si sente proprio, si aggiunge la discriminazione e il bullismo della società. Le persone transgender, infatti, subiscono discriminazioni, spesso su più vasta scala rispetto a lesbiche, gay e bisessuali, in particolare nel settore dell’occupazione. Chi dichiara apertamente la propria identità di genere sul posto di lavoro è più esposto alle molestie dei colleghi di lavoro e può essere costretto a cambiare lavoro.

Spesso sono proprio gli effetti negativi della stigmatizzazione sociale a causare problemi di salute mentale alle persone con disforia di genere.

Disforia di genere tebella riassuntiva dei comportamenti a rischio

Criteri diagnostici per identificare la disforia di genere

Secondo il DSM-5, i criteri diagnostici per identificare la disforia di genere sono i seguenti, e devono esserne presenti almeno due, per almeno 6 mesi:

A. Una marcata incongruenza tra il genere esperito/espresso da un individuo e il genere assegnato.

  • Marcata incongruenza tra genere esperito e caratteristiche sessuali primarie/secondarie.
  • Forte desiderio di liberarsi delle proprie caratteristiche sessuali primarie e/o secondarie a causa della marcata incongruenza col genere esperito.
  • Forte desiderio per le caratteristiche sessuali del genere opposto.
  • Forte desiderio di appartenere al genere opposto.
  • Forte desiderio di essere trattato come un membro del genere opposto.
  • Forte convinzione di avere sentimenti e reazioni tipici del genere opposto.

B. La condizione è associata a sofferenza clinicamente significativa o a compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti.

Identità di genere: differenze e termini usati

Fonte: miofiglioinrosa.com

Agender

Letteralmente “senza genere”, persona che sente di non appartenere ad alcun genere in particolare.

Bigender

Persona che si sente e  si considera di entrambi i generi, sia maschio che femmina.

Binarismo di genere

Modalità con cui si interpreta il genere, in modo tale che risultino possibili solamente due categorie, quella maschile e quella femminile. Non vengono riconosciute, e quindi legittimate, tutte le espressioni di genere intermedie (agender, bigender, genere fluido, genderqueer, etc.).

Cisgender

È esattamente il contrario di transgender, con cui si indicano tutte le persone il cui sesso biologico coincide con l’identità di genere.

Crossdresser

La persona crossdresser è una persona che indossa spesso o saltuariamente gli abiti del sesso opposto (uomo che si traveste da donna o donna che si traveste da uomo), senza che questo necessariamente implichi che si senta del genere opposto a quello assegnato alla nascita.

Espressione di genere

Il modo in cui esprimiamo il nostro sentirci maschio, femmina o altro attraverso il nostro comportamento, le preferenze, il modo di parlare e di muoverci. Queste espressioni sono fortemente condizionate dall’ambiente in cui viviamo e possono variare da una cultura a un’altra.

Transgender/Trans*

Termine collettivo che include tutte quelle persone che non si identificano con il loro sesso biologico o con un’idea di genere molto rigida e binaria. E’ un termine che negli ultimi anni si preferisce a quello di Transessuale, in quanto si considera che sia più inclusivo: transgender/trans* sono tutte quelle persone infatti che vivono il genere al di là della norma sociale indipendentemente dal fatto che abbiano modificato o meno il proprio corpo.

Transessuale

Il termine transessuale si riferisce a quelle persone che non identificandosi nel sesso assegnato alla nascita, hanno portato a termine una transizione, non solo sociale ma anche fisica (attraverso il trattamento ormonale e la riassegnazione genitale).

Passing

Si riferisce alla capacità di una persona transgender di essere considerata di primo acchito come una persona cisgender, cioè come del sesso opposto a quello biologico. Questo avviene per mezzo di alcune strategie fisiche (scelta dei vestiti, del taglio di capelli, interventi medici etc.) e comportamentali che variano a seconda del contesto culturale e sociale di appartenenza. Ci sono persone che ritengono imprescindibile un buon passing, cioè l’essere riconosciute e accettate come persone del genere opposto a quello assegnato alla nascita, e altre che invece ritengono non sia così importante e si trovano più a loro agio con delle espressioni di genere meno marcate dal binarismo.

FtM

Acronimo che viene dall’inglese Female to Male (da femmina a maschio) indica le persone che hanno fatto una transizione (sociale e/o fisica) dal genere femminile a quello maschile.

GenderBender

Persona che si identifica con un terzo genere.

Genderfluid o di genere fluido

Persona la cui identità di genere non è definita ma può cambiare nel tempo, fluttuando tra i due poli, maschile e femminile. Questa persona può riconoscersi in qualsiasi momento come maschio, femmina o con un’altra identità non binaria.

Genderqueer

Persona che rifiuta il binarismo di genere in quanto considera che all’interno dei due poli, quello maschile e femminile, ci siano in realtà una gamma di possibilità differenti di vivere il proprio genere. La persona genderqueer si identifica con una di queste varianti intermedie.

Identità di genere

Indica il sentimento intimo con cui una persona, sin dai primissimi anni di vita, definisce il proprio sentirsi maschio, femmina o altro rispetto a dei modelli sociali di riferimento, che variano a seconda del contesto culturale e delle esperienze individuali. Nei primi anni del bambino, questo processo è piuttosto flessibile e soggetto a sperimentazione e acquisisce una certa solidità con il passare degli anni.

MtF

Acronimo che viene dall’inglese Male to Female (da maschio a femmina) si riferisce a quelle persone che hanno fatto una transizione (sociale e/o fisica) dal genere maschile a quello femminile.

Orientamento sessuale

Indica verso chi sentiamo attrazione affettiva e/o sessuale e non ha nessuna relazione con l’identità di genere. A seconda dell’orientamento sessuale le persone possono essere omosessuali, eterosessuali, bisessuali, asessuali, pansessuali, etc.

Sesso biologico

Si riferisce alla classificazione delle persone sulla base di caratteristiche biologiche del nostro corpo quali gli organi genitali (interni ed esterni), le caratteristiche sessuali secondarie, gli ormoni e i cromosomi. Sulla base di questa classificazione, le persone possono essere definite maschi, femmine o intersex.

Transizione sociale

Si tratta del processo (reversibile in ogni momento) attraverso il quale alcune persone transgender decidono di presentarsi alla società (famiglia, amici, scuola, lavoro etc.) secondo l’identità di genere sentita. La transizione sociale avviene generalmente attraverso la presentazione di se stessi con un nuovo nome (e quindi pronome) e aderendo alle regole sociali che corrispondono al genere verso cui si sceglie di transitare (scelta dei vestiti, del taglio di capelli, etc.).

Varianza di genere

Indica tutte quelle esperienze che si riferiscono al genere, sia in termini di identità che di espressione, che esulano da quanto considerato tipico in base al sesso assegnato alla nascita.


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Dott.ssa Alessandra Merola

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